sabato 29 dicembre 2007

Il Parco Eolico Montegiordanese

Mettetevi comodi, questo articolo è un po lunghetto...... forse anche troppo.
Oggi voglio parlarvi infatti di un affare poco chiaro del quale sto cercando di capirci qualcosa.
Fino ad ora però tutti i miei sforzi sono stati inutili, sul Parco Eolico che dovrebbe essere costruito a Montegiordano ci sono solo ombre.
Un po' di tempo fa incontrai per caso a Cosenza l'assessore Nicola Corbino e mi fermai con lui a parlare del problema per cercare di capire quali erano le ragioni che lo portano ad una posizione nettamente contraria alla costruzione del Parco Eolico sul territorio comunale.
Devo dire che le sue ragioni sono tutt'altro che infondate: l'Eolico ha un impatto ambientale visivo non indifferente, basta dare un'occhiata alle foto che ho allegato a questo post che si riferiscono all'impianto eolico di Tarsia (CS).
Le foto sono state prese da un Blog a favore dell'Eolico, tanto per citare una fonte che la pensa in maniera diversa.
Inoltre, come argomentato anche da Corbino, l'Eolico sta diventando un affare a livello europeo e, prima di accettare l'espropriazione del territorio comunale, bisogna stare bene attenti a non imbattersi in affaristi senza scrupoli che pensano troppo al loro guadagno non preoccupandosi minimamente dell'impatto ambientale che pali alti centinaia di metri creano al territorio.
Perché non bisogna dimenticare che in un certo senso l'eolico inquina.
L'orizzonte visivo ne viene completamente stravolto e, per una regione come la nostra ricca di paesaggi e di memorie legate alle sue colline e al suo mare, pali alti che si ergono a violare la vista sono un danno notevole.
Corbino credo che sia contrario all'Eolico anche perché la sua segreteria di partito al livello Regione è contraria. Non penso che possa mettersi contro la linea dei dirigenti al livello Regionale di Rifondazione Comunista. Questo però è un altro discorso. Io non faccio il politico di professione e questi discorsi li lascio fare a chi è decisamente più bravo di me.
Ci sono anche altre associazioni in Calabria che si stanno battendo contro i Parchi Eolici. Fare Verde, ad esempio, non si lascia scappare un' occasione per manifestare il suo dissenso. Nonostante tutto la Regione Calabria ha varato una delibera per la regolamentazione della materia che ci mette al passo con le le altre regioni italiane.
Che solerzia!!!!!! Che Velocità!!!!! Non c'ero abituato..........
Il fatto è che l'eolico è un business non indifferente, il Parco di Tarsia è sotto sequestro per motivi ancora poco chiari.

E qui entriamo nel lato oscuro dell'affare eolico......
Ai comuni che offrono i propri territori per gestire l'eolico, viene offerto un sacco di soldi. A Montegiordano sono stati offerti circa trecentomila euro l'anno, una cifra che al nostro comune farebbe molto comodo.
Parlando con il sindaco La Manna però ci siamo trovati d' accordo sul fatto che, quando ci sono troppo soldi in giro, bisogna stare attenti a non cadere in tranelli che possano danneggiare la comunità. Quindi, da quel che ho capito, la linea del sindaco mi è sembrata tutta basata sulla cautela.
Non vorrei però che per troppa cautela Montegiordano perdesse un' occasione più unica che rara.
Infatti, è vero che l'eolico ha un impatto ambientale elevato ma i comuni nostri vicini hanno già fatto partire le pratiche necessarie con delibere comunali discusse in consiglio che danno il via all'iter per la costruzione dei sistemi eolici sui rispettivi territori.
La mia paura quindi e di trovarsi, come recita un antico adagio Montegiordanese, “ cu cul rutt e senza ciras” [letteralmente con il culo rotto ma senza ciliegie. n.d.t].
In pratica, per i non bilingue, di dover sopportare l'inquinamento visivo dei futuri parchi eolici di Roseto e Rocca Imperiale ma di non usufruire della compensazione in termini monetari del impatto ambientale causato dai pali eolici. Una vera furbata alla Montegiordanese!!!!!!!!!!

Per riassumere in breve tutto questo sproloquio..... è vero che l'eolico inquina il paesaggio ed è anche vero che sotto questo affare c'è forse una lobby europea per lo sfruttamento di fondi comunitari ma è pur vero che Montegiordano ha bisogno di sopravvivere. Non possiamo permetterci di perdere i soldi della gestione degli impianti eolici per poi dover sopportare la vista di quelli degli altri. Sarebbe una beffa così grande da nascondersi la testa sotto la sabbia.
Non dimentichiamoci inoltre che l'eolico è sempre una di quelle fondi rinnovabili di energia per le quali forze ambientaliste del nostro paese si battono da sempre.
Ora che vogliamo fare???? Facciamo dientrofront e ritorniamo a bruciare petrolio?
Io sinceramente una idea sul Parco Eolico Montegiordanese ancora non me la sono fatta. Invito per tanto gli amministratori a darmi una mano in tal senso e, soprattutto, a scegliere bene per il loro e per il nostro futuro.
Ciao.... e scusate per lo sproloquio............ vi prometto che non lo faccio più!!!!
(mento sapendo di mentire....).


N.B.
Data la complessità del problema questo articolo non è per niente esaustivo e forse pecca di imprecisione in alcuni suoi punti. Prego i lettori a non lesinare commenti e correzioni.

5 commenti :

openclose ha detto...

Ciao, volevo innanzitutto invitarti a iscriverti al forum della Segalecornuta (www.segalecornuta.net) dove avevo pensato potresti postare questo tuo intervento nel forum:http://www.segalecornuta.net/forum/viewtopic.php?f=14&t=16
Cosicchè da raccogliere quanto più possibile discussioni e trattazioni sull'argomento. Ciao e buon lavoro.

Francesco D'Amore ha detto...

Ciao.
Prenderò visione del sito (www.segalecornuta.net).

Naturalmente se l'argomento risultasse pertinente riproporrò l'articolo sul forum.

Ciao e grazie per l'interessamento.

Francesco D'Amore ha detto...

Come indicato da OpenClose, ho sottoposto l'argomento ai lettori del suo blog, aprendo un argomento sul FORUM.

L'argomento riguarda la sezione Energie Alternative e si chiama l'uso dell'eolico.

Per chi è interessato alla discussione può seguirla andando nella sezione FORUM di
www.segalecornuta.net.

Ciao.

Jetpac ha detto...

Conosco poco la materia dell'impatto ambientale dell'energia eolica, anche se per la vista io preferisco l'energia solare... anche questa fonte non manca certo nel nostro alto jonio, esposta al sole più di 300 giorni all'anno. Come sai io e Nicola Corbino siamo compagni di partito oltre che amici e.. ti assicuro che uno come lui (o come me) non esprime una opinione omologandosi ad ordini dati dall'alto. Ci siamo scontrati volte noi dei circoli PRC dell'alto jonio con la dirigenza cosentina... ma questa é un'altra storia.

Anonimo ha detto...

Sono Francesco Pacienza, Presidente provinciale di Cosenza dell'Associazione Fare Verde.
Sicuramente continuare a bruciare petrolio non è la migliore soluzione sia sotto il punto di vista ambientale che da quello economico.
Ma detto ciò veniamo al problema. L'eolico in Calabria è senza regole; quelle poche vengono sistematicamente violate ad iniziare dalla distorsione, come dimostrato dalle sentenze di alcuni TAR, del ricorso allo strumento della "Pubblica utilità" in presenza di opere realizzate e gestite da soggetti privati. Inoltre, essendo impianti a carattere industriale, essi necessitano di essere collocati in apposite aree aventi tali caratteristiche e non in zone rurali o cmq adiacenti zone urbane.
Ma come abbiamo più volte chiesto, senza mai avere avuto alcuna risposta (forse verranno fuori dalle inchieste della Magistratura) se questi impianti non godessero dei lauti finanziamenti di cui godono (ricordo che si arriva a finanziare fino al 75% del costo di ogni singolo palo) si avrebbe una diffusione così massiccia di richieste (IN Calabria ne sono state presentate oltre 1500, il che vuol dire tre parchi eolici per ogni singolo comune della regione) a discapito di altre fonti rinnovabili come il solare e di cui ne potrebbero beneficiare direttamente i singoli cittadini?

A voi ogni ulteriore riflessione.

Noi come associazione ci batteremo sempre per la tutela del'ambiente ma, soprattutto, per la tutela dei diritti dei cittadini e delle popolazioni troppo spesso sopraffatte da interessi altrui.