lunedì 26 maggio 2008

Vi presento Roberto.

In un articolo precedente vi ho presentato un poeta, oggi voglio presentarvi Roberto.
Alcuni lettori del blog non sono Montegiordanesi e non conoscono la storia di questo nostro fratello. E per loro che mi sento in dovere di riassumere la triste storia del nostro poeta contemporaneo.
Il personaggio è così complesso che io non potrei in nessun modo descriverne pienamente le caratteristiche e le peculiarità letterarie e umane, lo lascio fare a chi è più bravo di me.
Riporto qui, su questo blog che a volte si tinge anche di colori tristi, le parole di Giorgio Linguaglossa, un poeta di professione, se si può dir così, che ha scritto la presentazione dell'unico libro che contiene le poesie di Roberto.

Sono sicuro che a chi prima di oggi non conosceva questo autore, rileggendo le poesie che ho pubblicato e quelle che pubblicherò, tremeranno le gambe.

Roberto Farina nasce a Milano il 1 giugno 1981 e a Montegiordano il 19 dicembre 2000 si toglie la vita lanciandosi da una rupe. Non ha neanche vent'anni, ancora studente di ingegneria ambientale all'Università "La Sapienza" di Roma. Nessuno tra i familiari e nella cerchia degli amici più intimi avrebbe mai potuto ipotizzare un gesto così drastico ed estremo. Noi ora leggendo queste poche cose appuntate su alcuni quaderni possiamo soltanto immaginare quali terribili angosce e quali quai amplissimi deserti avrà dovuto attraversare uno spirito così chiaro e così ricco di avventura da trascinarlo oltre la soglia del muro d'ombra che ci separa da l mondo delle tenebre. Roberto farina è uno spirito impetuoso: egli vive, sa che soltanto la è irripetibile, e dunque la sua poesia reca le indelebili tracce di una vita straripante di energia, tumultuosa e fragorosa. E la sua poesia risuona a diecimila decibel di distanza con gli scarponi chiodati della necessità. Oportet vivere, e la poesia non sarà che il precipitato della vita.
Roberto Farina appunta questi testi precipitosamente, prima che lo raggiunga la morte. Roberto corre sempre più velocemente forse nel tentativo di esorcizzare l'ombra, e la sua vita precipita. Nessuno può ricostruire l'ordine cronologico in cui i testi si susseguono è soltanto una sfida metafisica che presiede questa corsa disperata contro la morte. Forse non v'è altro filo conduttore per ricostruire il libro che l'autore aveva in mente. Il libro della vita scrive scrive il libro della poesia. Ed è giusto che i familiari ed il curatore della raccolta abbiamo privilegiato l'ordine poematico piuttosto che quello cronologico.
Il titolo che forse Roberto aveva in animo "Sopravvissuto ad un inverno", indica lo spavaldo duello intrapreso da giovanissimo poeta con il mistero. infatti il libro è il tentativo di esorcizzare l'ombra che il poeta portava portava dentro di sè. Ma in questo tragico duello è il fioretto del buio che colpisce il poeta.

Forse è destino del poeta restare sempre giovane a dispetto della tenebra e della morte e Roberto era troppo impetuoso e bello per non prendere sul serio ed accettare la sfida ultima e totale lanciatagli dal mistero. Prezzo fin troppo esoso diremmo noi che ragioniamo con il bilancino del mercante ma non per Roberto, così chiaro e così ricco di avventura.

Giorgio Linguaglossa.

7 commenti :

Manu ha detto...

Ero piccola io quando te ne sei andato, e la mia mamma, tua zia, non ha voluto portarmi all'ultimo tuo saluto.
Zio Antonio sta facendo tanto per ricordarti:ha creato eventi,premi in onore della tua passione poetica..
A me, però, piace ricordarti quando eravamo piccoli e giocavamo davanti casa della nonna: quando hai organizzato una "discoteca" dietro la casa?? E le pappette di fango nella casetta?
I ricordi che ho io di te probabilmente sono diversi da quelli che hanno tutti gli altri tuoi amici..io con te e con gli altri bimbi/cuginetti passavo le mie serate estive da piccola..io con te raccoglievo i semini delle piante..io avevo paura perchè tu mi avevi detto che lì vicino c'erano i serpenti!!!!
Grazie, per aver lasciato una passione così forte: la POESIA..perchè leggendone alcune ci si sente un po' più a casa..e un po' più vicini a te..
Ciao Roby, stella che brilla da lassù..

Anonimo ha detto...

zio antonio sta ..........
scusami io nn parlo mai di roberto xkè nn voglio essere triste ma una cosa te la devo dire......
antonio sta infangando il nime di roberto e basta........

Manu ha detto...

Dipende dai punti di vista..ma sinceramente non mi interessa..Roby è da ricordare per quello che è stato..non per quello che lo ricorda..non credi?

daniele ha detto...

il primo giugno roberto ha fatto il compleanno...........anche io come manu lo ricordo fin da piccolo, e ricordo con un senso di impotenza la sera della sua morte. voglio dire all'anonimo che so bene cosa vuole dire, ma so anche che nessuno mai può immaginare cosa passi per la mente di qualcuno che perde un figlio in quel modo, non credi? nessuno può giudicare perchè nessuno si trova nella posizione di poter farlo, sono cose che ne io ne tu possiamo capire.sembra banale ma è così credimi.personalmente penso che o si impazzisce o si reagisce e chi sceglie la seconda strada sceglie anche il modo di farlo anche se sa che va incontro ai giudizi degli altri.
può essere che se eri tu al posto suo(facciamo i dovuti scongiuri chiunque tu sia) avresti reagito nelo stesso modo.
io mi sono fatto la mia idea, ma per i motivi di cui sopra, mi astengo dal dirla.
ultima osservazione ho visto che questo post è rimasto a lungo senza commenti e quando ho provato io a scrivere qualcosa su roberto sono rimasto due ore fisso sulla tastiera senza sapere da dove cominciare. alla fine ho scelto di non scrivere niente perchè qualunque cosa si scive su roberto sembra banale, vuota, impotente. niente può descrivere meglio quel'angelo ribelle se non le sue poesie e il suo ricordo.
un bacio a manu.
mi raccomando studia(da che pulpito!!!!))

Anonimo ha detto...

scusami daniè ma nn sono d'accordo con te.....
la pensiamo in modo diverso ..
e cmq resto del parere ke ciò ke ha fatto suo padre è ingiusto.

Anonimo ha detto...

Chiudetela sta discussione..

che è meglio..

Anonimo ha detto...

posso solo dire una cosa...roby non avrebbe mai voluto che qualcuno pubblicasse la sua vita....però zio antonio l'ha fatto...forse per far capire agli altri che persona era veramente,il male che aveva dentro,che nessuno riuscuva a capirlo...questo non lo so però secondo me ha sbagliato...io preferisco ricordarmelo vivo e sorridente...ho un immagine fissa nella testa ed è quella di zia che dice roby vieni a tavola e lui che scende da quelle scale di legno cn le sue pattine ai piedi...bè preferisco ricordarmelo così...,anche perchè avevo solo 10anni...ero un po piccolina roby per sempre nei nostri cuori!!!